A Verona si trova uno dei luoghi più incredibili, in cui secoli di storia e cultura risiedono in più di 1000 antichi manoscritti e circa 70.000 volumi: si tratta della Biblioteca Capitolare di Verona.
La prestigiosa biblioteca si trova nella zona medievale della città, vicino a Ponte Pietra e al Duomo. Al suo interno, vengono custoditi rari manoscritti come il Codice Palinsesto XV, opera di Diritto Classico romano.
La nascita della Biblioteca Capitolare di Verona risale intorno al V secolo d.C.. Inizialmente, era un’officina di scrittura, chiamata anche ‘Scriptorium’ per i sacerdoti Canonici del Capitolo, nome da cui deriva appunto il termine Capitolare.
Questa biblioteca custodisce tanti secoli di storia e molteplici “disavventure” che hanno messo a dura prova questo scrigno del sapere. Durante il periodo di Napoleone Bonaparte, ad esempio, la biblioteca venne saccheggiata e furono rubati diversi codici e incunaboli trasferiti in seguito alla Biblioteca Nazionale di Parigi. Nel 1882, il fiume Adige, con una piena intaccò duramente l’interno con i detriti di acqua e fango, rovinando più di 11.000 pergamene. Il colpo più grave fu, però, il bombardamento della città il 4 gennaio del 1945. In questa occasione, fortunatamente molti volumi furono tratti in salvo in modo preventivo, ma altri purtroppo rimasero sotto le macerie.
La Biblioteca Capitolare di Verona ha ospitato successivamente illustri visitatori, come il sommo poeta Dante Alighieri che vi tenne una conferenza, Francesco Petrarca, Maffei, Napoleone e in epoca recente Umberto Eco.
Dal 1200, lo Scriptorium è considerato un luogo di studio in cui consultare manoscritti, i prestigiosi incunaboli, patrimonio di inestimabile valore. Nella Biblioteca Capitolare di Verona sono presenti oltre 1.200 manoscritti, 268 incunaboli, 2500 cinquecentine, 2800 seicentine e oltre 70.000 volumi, tra cui diverse enciclopedie e dizionari.
Probabilmente, i manoscritti più famosi simbolo della biblioteca sono proprio gli incunaboli, ma cosa sono nello specifico? Gli incunaboli sono delle libri stampati in un modo molto particolare, caratterizzati appunto dalla tecnica a “caratteri mobili”, i primi volumi prodotti in serie secondo la modalità proto-industriale. Infatti, gli incunaboli, chiamati anche quattrocentine, si possono definire i primi “libri moderni” veri e propri.
Il principio, la creazione di una biblioteca capitolare, gestita da personalità acculturate e religiose, aveva un obiettivo importante ossia quello di divulgare e conservare i testi. Al suo interno, infatti, è presente un laboratorio in cui sapienti artigiani restaurano costantemente i manoscritti, per preservare i codici per le generazioni future. Perché, ricordatelo sempre, il sapere si custodisce e si tramanda.
Se avete occasione di essere a Verona e volete visitare questo splendido luogo di cultura, potrete consultare il sito www.bibliotecacapitolare.it.
Infine, potrete contattarci per avere maggiori informazioni inerenti al pernottamento vicino alla città, nel nostro agriturismo Ca’ Giulietta.
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